Come aumentare la visibilità: marketing olistico | Social Marketing

FOCUS: concetti base per la pianificazione di una strategia multicanale che permetta di favorire la crescita del vostro business online.

 

Marketing olistico

strategia per un marketing olistico

Ultimamente le aziende stanno comprendendo che avere una presenza nei social network è diventata una scelta strategica per il proprio business. Quindi cosa fanno? Creano una pagina fan su Facebook ed attendono che le persone, per via di una specie di miracolo, inizino a fare clic su “mi piace”, cose che accade molto raramente.

Prima di affrontare il tema dell’articolo ovvero come far crescere una pagina fan, è necessario che si comprenda che avere molti fan non vuol dire che la pagina sia utile ai fini del proprio business.

Tempo fa avevo creato un gruppo su Facebook denominato “Quelli che… mi piacerebbe guadagnare di più!”, il mio intento era unire persone che condividessero idee di business. All’inizio cominciai a proporre temi, a condividere esperienze ed il gruppo non ci mise molto a raggiungere e superare i 1.000 partecipanti. Tuttavia ci mise anche poco a diventare un gruppo morto. Il motivo? Mancanza di contenuti ed attività che mettessero in relazione i partecipanti: tante persone ma nessuna relazione equivale a non avere nessuno.

L’esperienza mi fa dire che per promuovere un’attività sul web è necessario in primo luogo darle visibilità, ma non basta dire “esiste questa cosa”, è importante comprende in che modo quella pagina possa intercettare gli interessi e i bisogni dei potenziali clienti, magari dando loro delle soluzioni utili.

Prima di concentrasi su come far arrivare le persone, cosa che vedremo tra poco, è importante avere già chiara una strategia per trattenerli nella pagina e farli tornare più volte, cosa che spesso accade proponendo contenuti interessanti che facilitino il processo di condivisione spontanea.

Olistico, definizione:  viene dalle scienze cognitive, è lo studio (o approccio) di un fenomeno in modo globale, ovvero tenendo in considerazione quanti più aspetti contemporaneamente.

 

Concetto chiave: il potere non è più in mano alle aziende, ma ai consumatori

I consumatori non solo sono in grado di decidere quali prodotti acquistare, ma oggi hanno la possibilità di deciderne il prezzo, di scegliere quale canale usare per l’acquisto, dove acquistare quel prodotto o servizio ed a quale livello di personalizzazione. I tecnici parlano di reverse marketing dove il potere decisionale passa dai venditori agli acquirenti. Nel suo libro “Marketing management” (pag.17) Philip Kotler scrive: le imprese devono passare da una filosofia “produci-e-vendi” alla filosofia “ascolta-e-rispondi”, che si traduce nella capacità delle aziende di capire quali siano le esigenze del cliente, non solo, le aziende devono essere in grado di farlo in modo ottimale, minimizzando il tempo e le energie che lo stesso cliente deve impiegare per trovare ciò che cerca, ed è qui che entra in ballo il marketing olistico.

 

Definizione di una strategia di marketing

Vi ricordate quella famosa pubblicità che diceva: la potenza è nulla senza il controllo? Bene, parafrasando possiamo dire che il web marketing è nulla senza la strategia

Una buona strategia di web marketing deve tenere conto di questi aspetti:

  • obiettivi a medio e lungo termine;
  • target;
  • budget;
  • promozione e pubblicità;
  • monitoraggio;

Obiettivi realistici e possibili, prima di tutto. Quindi pianificarli secondo una serie di step a medio e lungo termine, in stratta sinergia tra il reparto di marketing ed il management aziendale. Per la definizione degli obiettivi è necessario che sia chiaro il target di riferimento, quindi è bene analizzare la concorrenza, il contesto socio-economico ed i bisogni dei clienti ai quali ci rivolgiamo (il target). Abbiamo l’obiettivo (cosa vogliamo ottenere), è stato definito il target (a chi ci rivolgiamo), ora è fondamentale stabilire i tempi

Stabilire degli obiettivi a breve, medio e lungo termine (tempi) ci permette di verificare se la nostra strategia di marketing sta dando i suoi frutti. Tutto ciò però non è possibile se non abbiamo stabilito fin dall’inizio un budget. Sapere quanti soldi abbiamo a disposizione ci dà il metro preciso di ciò che possiamo realmente fare. Non è difficile pensare ad un’ottimale campagna di marketing multicanale e poi ritrovarsi a non avere il budget per supportarla.

Obiettivi, target, tempi e budget. La base per costruire la nostra strategia di marketing è tutta qui. Possiamo passare ai prossimi due punti fondamentali: la promozione e la pubblicità.

La promozione ha a che fare anche con elementi interni come il sito. Molto spesso è obbligatorio un restyling, soprattutto per vecchi e stantii siti aziendali. È consigliabile pensare di affiancare al sito un blog aziendale che possa proporre contenuto sempre nuovo ed utile. Statistiche dicono che il 97% dei siti aziendali con più visite o sono un blog o hanno un blog integrato. Al sito/blog vanno poi affiancate politiche di SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search Engine Marketing), nonché le nuove opportunità di social marketing messe in campo dai Fecebook Insights (un’azienda davvero forte nel Social Business è Oversocial.it che al momento in cui scrivo sta lanciando un nuovo modello di business).

Il bello del Web Marketing, diversamente dal marketing tradizionale, è che tutto può essere tracciato in modo preciso. Posso sapere quanto un banner, un link o un article marketing ha prodotto in termini di traffico o conversioni. Il monitoraggio deve essere un’azione costante, perché permette di affinare la strategia stessa, eliminando ciò che funziona poco e puntando verso ciò che funziona meglio.

 

Decide i contenuti

In Internet ci sono due cose che funzionano molto bene: le cose divertenti e le cose utili. Se date un’occhiata a Youtube, potete vedere che i video più visti sono spesso quelli divertenti, seguiti poi da quelli utili. Se per la vostra azienda riuscite ad unire questi due aspetti, il successo mediatico è quasi certo. Un’azienda che ha saputo farlo è Blendtec con i suoi video “Will It Blend?” (vedi: un esempio di social marketing). 

Una cosa da non fare è parlare di sé con contenuti troppo promozionali. La chiave di volta è raccontare una storia che possa incuriosire oppure entusiasmare, che sappia commuovere oppure avere un aspetto sociale o etico, che sappia essere utile, fornire suggerimenti, trucchi, consigli. Il contenuto che proponete deve valere qualcosa per chi ne farà uso, che sia un articolo o un video o un podcast audio.

 

Multicanale ovvero olistico

Scendete in campo in modo strategico e su diversi canali: il sito, il blog, ebook e documenti PDF, podcast audio, video su YouTube, foto su Flickr, veloci comunicati/informazioni su Twitter, gruppo o pagina fan su Facecebook. Non create lo stesso contenuto per ogni media, ognuno di questi strumenti ha un modo diverso di comunicare, ma ognuno di essi deve essere un medium verso l’obiettivo che volete promuovere, ad esempio la vostra pagina fan per farla conoscere da quante più persone possibile, oppure il vostro sito.

Se vendete prodotti per il giardinaggio, potreste usare un blog per scrivere articoli di approfondimento che diano consigli su come difendere le piante da un determinato parassita, oppure come seminare un tubero. Poi potete utilizzare i video per dimostrare come fare una certa cosa, ad esempio un innesto. Potreste utilizzare Twitter per scrivere veloci dritte in base alle condizioni climatiche: “Con questa neve meglio fare questo e quest’altro“, oppure in base ad un certo periodo: “È il mese del parassita X, utilizzate l’aglio per tenerlo alla larga!“. La pagina fan o il gruppo può diventare un luogo di condivisione in cui potete inserire contenuti utili, segnalare i vostri video su YouTube, ma anche e soprattutto rispondere alle domande dei vostri utenti. Prendetevi cura di loro, coccolateli e loro si prenderanno cura di voi e del vostro business.

Controllate sempre cosa accade quando pubblicate qualcosa, annotate quali sono quegli argomenti che vengono maggiormente visti, condivisi o commentati. In questo modo potete affinare la tecnica e proporre in modo maggiormente mirato articoli, video e contenuti che possano interessare i vostri utenti. Quest’azione di analisi è fondamentale per la crescita del vostro business online. Se non siete in grado di farlo in modo costante, affidatevi ad un professionista.

Non siate mai invadenti dal punto di vista del marchio, ma firmate ogni video segnalando il link al vostro sito web. Se darete in modo onesto,  raggiungerete l’obiettivo. Se vi sforzate di soddisfare i bisogni dei vostri potenziali clienti, essi ricambieranno condividendoli con i loro amici e, di conseguenza, parleranno di voi. In questo modo acquisterete popolarità e, se il vostro obiettivo è vendere, inizierete a farlo.

È il cosiddetto principio di reciprocità, ecco un video interessante:


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Startup: 320 milioni di €, ma una buona idea non basta

FOCUS: i finanziamenti ci sono, le idee anche, ma spesso le proposte sono inadeguate.

320 milioni di euro per una buona idea
ma le idee da sole non bastano

startup italiane

Partecipo spesso ad incontri in cui vengono presentate nuove start-up. A volte sono davvero ottime idee, tuttavia non sempre sono presentate al meglio.

L’idea da sola non basta, è necessario analizzare i competitors, il mercato, avere un’idea di business ed una strategia precisa di attuazione.

Tutto ciò perché oggi in Italia è possibile trovare i soldi, per i prossimi due anni sono previsti 350 milioni di euro d’investimento dedicati all’Italia, molti dei quali  (86 milioni) riservati al progetto Fondo Hight-Tech per il Mezzogiorno d’Italia.

Accade però che la maggior parte delle proposte viene bocciata. L’analisi messa in campo da Startup Numbers e Aifi mostra che:

  • il 33% delle startup sono bocciate per via dell’inadeguatezza della preparazione manageriale del team;
  • il 29% per l’assenza di obiettivi precisi e business model poco condivisibili;
  • il 25% non ha chiare idee, strategie di crescita e di go to market;
  • il 13% per scarso commitment (impegno, motivazione) degli imprenditori.

A quanto pare il  motivo maggiore è la scarsa preparazione manageriale del team che propone la start-up.

Questo è un vero peccato perché il 2012 ha tutti i presupposti per la grande svolta delle start-up italiane con investimenti medi di 2 milioni di euro.

 

Ti racconto la mia idea: pitch – (Suggerimenti)

Anche il semplice presentare la propria idea può fare la differenza. Molto spesso vedo slide frammentate, ascolto parole a raffica, ma non capisco qual è l’idea di business, non vedo numeri, non comprendo il mercato di riferimento. Ho difficoltà a leggere slide lunghissime e piene di testo. Semplificare è la parola d’ordine: 10 slide bastano ed avanzano per la presentazione del progetto. Se ne avete di più, allora è molto probabile che il progetto non è chiaro nemmeno a voi.

Ecco un esempio composto da 9 slide:

  1. L’idea: una frase descrittiva;
  2. Individuazione del bisogno e soluzione proposta;
  3. Business: analisi della concorrenza, come vi distinguente;
  4. Dimensione del mercato, individuazione dei clienti;
  5. Presentazione del team;
  6. Obiettivi nel medio e lungo termine;
  7. Di quanti soldi hai bisogno?
  8. Come li userai.
  9. Chiusura emotiva: un bel finale ad effetto!

Ecco ciò che devi sviluppare all’interno di queste slide, essendo il più coinciso possibile:

  • Due righe sull’idea: un titolo, una frase descrittiva. Esempio: “Presina da forno” – Mai più scottature!
  • Qual è la tua nicchia di mercato?
  • Quale bisogno/carenza/tendenza hai verificato?
  • Quale soluzione/innovazione  proponi?
  • Qual è l’idea di business? Ovvero come farai i soldi?
  • Al momento chi sono i tuoi concorrenti? E, per favore, non dire che non ne hai!
  • Quindi cosa proponi di diverso dagli altri? Qual è il valore aggiunto del tuo prodotto/servizio?
  • È possibile quantificare il tuo mercato di riferimento? E non dire che il tuo mercato è “qualsiasi utente di Internet”.
  • Raccontami dei membri tuo team: due righe sulla biografia, l’esperienza maturata, i compiti all’interno del team.
  • Quando hai fondato il gruppo?
  • Hai pensato e redatto il tuo project management (milestone)? 
  • Hai pensato agli obiettivi a medio e lungo termine?
  • Ricorda che numeri e le statistiche valgono più di mille parole.
  • Hai pensato a quanto hai bisogno? 50.000? 100.000? 1 milione? Perché questa cifra?
  • Come pensi di utilizzare questi soldi? Qual è il piano? Quali sono le prime azioni da compiere?
  • Finisci sempre con qualcosa che lasci il segno: se io posso cambiare, se tu puoi cambiare, tutto il mondo può cambiare!
 
Questo non ha pretesa di essere un articolo esaustivo, ma solo lasciare uno spunto di riflessione; anzi, mi piacerebbe che si arricchisse di altri suggerimenti ed esperienze. Se hai link da proporre, storie, altri consigli, lascia un commento.
 
Vi lascio con la mitica frase di Indigeni Digitali 
di cui mi piace farne parte: keep calm and start up!

 

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(Massimo Petrucci)

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